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VISITA GUIDATA A PALERMO: ITINERARIO ARABO-NORMANNO

(CLASSE II E)

Guardando il mio telefono, stracolmo di file, PDF e quant’altro possa servire per la DaD, ho rivisto alcune foto che mi hanno fatto sorridere ma che mi hanno messo un po’ di nostalgia. Ho riletto i messaggi in cui ci si mette d’accordo per uscire, per andare al cinema o a mangiare la pizza. Mi sono reso conto di quanto era bella la “normalità” e di quanto mi manca.

Ebbene sì! Quanto mi manca la scuola! I compagni, le risate, le discussioni in classe! Mi manca persino la noia che in certi momenti assale un po’ tutti, specialmente verso le ultime ore; mi mancano tanto i momenti in cui si sta insieme: l’intervallo, le entrate e le uscite dalla scuola… le gite! Quest’anno avevamo già fatto una visita guidata a Palermo; non doveva essere l’unica, ma lo è stata. Siamo andati a visitare la Palermo arabo-normanna. La visita ai monumenti PATRIMONIO UNESCO di Palermo era il frutto di un nostro compito di realtà dell’anno scolastico precedente, quindi tutti noi avevamo partecipato alla creazione dell’itinerario e all’organizzazione della visita guidata (persino alla scelta del pullman e alle spese da affrontare).

Mi ricordo come se fosse ieri: la mattina del 17 Dicembre eravamo tutti svegli e pronti per andare a Palermo, una città straordinaria, simbolo dell’integrazione di tante culture. Saremmo stati accompagnati dalla Prof.ssa Lea Lanza e dalla Prof.ssa Rosalba Marino, che sarebbero state anche le nostre guide. Arrivati, eravamo tutti molto “gasati”: ci aspettava una lunga giornata e un ricco itinerario.

Come primo sito UNESCO, abbiamo visitato il Palazzo dei Normanni, un imponente edificio che si trova in una grande piazza e al cui interno si trova la Cappella Palatina, una magnifica chiesa riccamente abbellita; alzando gli occhi, vediamo, infatti, uno splendido soffitto in legno decorato con motivi geometrici tipici della cultura araba; le pareti, invece, erano ricoperte da luccicanti mosaici fra cui il Cristo Pantocratore e altri Santi o figure della Bibbia. Questa cappella dava la sensazione di essere in una stanza d’oro. Il maestoso Cristo Pantocratore sembrava ci seguisse con lo sguardo, anche da lontano. Con nostra grande sorpresa, il biglietto di entrata permetteva l’ingresso alla mostra “Castrum Superius”, una mostra che, attraverso documenti e reperti, ripercorreva la storia del Palazzo Reale con le sue funzioni militari, residenziali e con le sue fabbriche. Terminata la visita al palazzo, ci siamo spostati nella vicina chiesa di san Giovanni degli Eremiti. Già guardando l’esterno sono rimasto colpito dalle grandi cupole rosse… era la prima volta che le notavo! Queste cupole mi ricordavano delle immagini viste sui libri di religione a proposito delle culture orientali e arabe; per qualche istante dimenticai di essere a Palermo, in Sicilia; accanto alla chiesa c’è un grande chiostro con tante piante e un pozzo. Sembra un giardino dentro la città.

Gli spostamenti erano divertenti. Alcuni procedevano a passo spedito vicino alla professoressa, altri perdevano tempo godendosi la passeggiata; io ero fra quelli… ma si sa, in gita è bello scambiare due chiacchiere e sentirsi un po' liberi. Attraversando Corso Vittorio Emanuele e dopo una breve visita alla Cattedrale e alla tomba di Padre Puglisi, abbiamo visitato il Palazzo delle Aquile, sede del Comune di Palermo. Siamo entrati nell’aula Consiliare e nello studio del sindaco Leoluca Orlando e siamo saliti a vedere il grande orologio, visibile dalla sottostante Piazza Pretoria. Da qui ci siamo incamminati verso piazza Bellini dove si trovano due monumenti PATRIMONIO UNESCO: la piccola chiesa di San Cataldo dalle caratteristiche cupole rosse e dalle pareti in pietra (sembra di vivere in un racconto di “Le mille e una notte”) e la Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, meglio conosciuta come Chiesa della Martorana. Quest’ultima, fondata nel 1143 da Giorgio d’Antiochia, ammiraglio di Ruggero II, nel 1453 venne ceduta alle monache benedettine del vicino convento, che porta il nome della sua fondatrice, Aloisa Martorana. Le monache divennero famose per avere inventato la frutta martorana, dolce tipico siciliano che riproduce la frutta in pasta di mandorle che viene dipinta con colori alimentari. Questa chiesa presenta elementi di stile arabo, normanno, bizantino e barocco. Entrando non si può che esclamare: “Wow!” Non avrei mai immaginato tutte queste decorazioni! Le pareti, il soffitto…tutto è pieno di forme, figure e colori! Penso che tutte queste immagini potrebbero aiutare i fedeli a comprendere meglio gli episodi biblici. In questa chiesa è come se gli artisti si siano divertiti a sfruttare ogni parte per creare pitture, sculture, mosaici. Dalla chiesa della Martorana ci siamo spostati verso la chiesa di San Domenico, un edificio maestoso, dove sono custodite le spoglie del giudice Giovanni Falcone e altri illustri uomini siciliani. Siamo entrati lì e in silenzio abbiamo recitato una preghiera davanti la tomba di Falcone. È stato bello onorare, in quella giornata dedicata a Palermo, una persona come lui. Palermo è ricchissima di opere d’arte e spero sia sempre ricordata per i tesori che conserva. Purtroppo quella di Falcone non è stata una storia a lieto fine, ma ci ha dato la speranza che si può costruire un mondo migliore. La giornata era soleggiata, non sembrava nemmeno fosse il 17 Dicembre, sembrava una giornata di primavera. Eravamo stanchi, ma un ultimo sforzo dovevamo farlo per raggiungere il McDonald’s: la fame si faceva sentire. Attraverso stradine e scorciatoie del centro storico, siamo arrivati al famoso e tanto desiderato fast food e abbiamo ordinato i nostri hamburger e patatine fritte. Non era un pranzo tipico palermitano ma è piaciuto a tutti. Ricordo che abbiamo scherzato un po', seduti all’esterno e non sono mancate le cadute dei bicchieri di Coca-Cola che ci hanno fatto morire dal ridere; diciamo che non siamo stati dei bravi equilibristi nel tenere il vassoio con tutte quelle “cose”. Di pomeriggio abbiamo concluso l’itinerario arabo-normanno con la visita al Palazzo della Zisa. Questo strano nome deriva da un termine arabo “El-Aziz” cioè la “Splendida”. Edificata intorno al 1160, sotto il regno di Gugliemo I, rappresenta uno dei migliori esempi dell’unione di arte e architettura normanna e di ingegneria (sistemi di circolazione dell’aria) e decorazioni arabe (come le muqarnas). Il palazzo è distribuito su tre piani. Al piano terra c’è la suggestiva “Sala della Fontana”, nella quale il sovrano riceveva la corte. Ai lati dell’edificio ci sono le due torri del vento, che svolgevano la funzione di far entrare l’aria fresca che attraversando tutto il palazzo e, grazie alla presenza dell’acqua, rendeva meno afose le calde notti palermitane. Queste notizie mi hanno aiutato a capire che l’integrazione tra le culture è una cosa positiva. La diversità ci può solo fare migliorare. L’ingegnosità araba, in questo caso, ha reso particolare questo palazzo. La giornata era giunta al termine; avevamo visitato importanti siti dell’UNESCO e avevamo appreso tantissime cose in modo divertente, molto più interessante delle pagine da leggere sui libri. Dimenticavo! Lungo la via del ritorno, dal pullman abbiamo visto il Ponte dell’Ammiraglio, altro PATRIMONIO UNESCO. Molto stanchi (quanto abbiamo camminato!) ma con il cuore pieno di gioia per la giornata trascorsa, intorno alle 19.00 eravamo già in piazza Falcone & Borsellino. Quel giorno abbiamo studiato la storia in modo diverso (piacevole, direi!).

Lorenzo Carpinteri

Classe II E

 

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